24 ottobre 2007

La parola alla radio

Amo molto la radio della parola. Trovo che lo spazio acustico creato dalla radio, sia esso spazio abitativo o spazio automobilistico, è il luogo ideale per ascoltare ciò che le persone hanno da raccontare.

Da sempre cerco di ascoltare Radio Tre (fin dal tempo de Il racconto di mezzanotte negli Anni Ottanta) e mi capita spesso di sintonizzarmi su Radio24.

Una delle trasmissioni da me preferite è però Uomini e profeti, in onda tutti i Sabati alle 9,30 di mattina su RadioTre.

Fin dal titolo appare a tutti gli effetti una trasmissione di argomento religioso. E vi assicuro che leggendo la presentazione della trasmissione (per esempio questa) verrebbe voglia (almeno a me) di sintonizzarmi a decine di megahertz di distanza.

In realtà il programma affronta in modo diretto e coraggioso argomenti "spirituali" come - solo per fare alcuni esempi - l'ecumenismo, la crisi della religione, i Vangeli apocrifi, la storia della cultura attraverso le più varie fedi religiose (veramente tutte considerate), ma anche argomenti più generali di filosofia e analisi sociale. Invitando ogni volta due o tre ospiti che parlano delle proprie competenze o esperienze, in modo assolutamente aperto e laico.

Va in onda dal 1993, ma io la ascolto da molto meno e in verità non trovo ma il tempo di ascoltarla per intero, dato che dura 45 minuti e il sabato mattina è per me in genere un turbinio di attività domestiche. Eppure ogni volta rimango incantato dalla profondità dei temi svolti e dalla delicatezza e competenza con cui vengono affrontati.

L'autrice Gabriella Caramore padroneggia gli argomenti e lo fa con semplicità e tatto, dimostrando ancora una volta che è necessario conoscere un argomento a fondo per restituirlo agli altri in modo chiaro e fruibile.

Sabato dopo sabato, ci si accorge che l'orecchio che passa distratto vicino alla radio e ogni volta rimane catturato da queste voci che danno l'impressione di sfiorare concretamente la "saggezza".

Sabato scorso c'era tra gli ospiti Umberto Galimberti, che ancora una volta ha gelato gli ascoltatori con la sua lucida analisi del declino dei valori dell'uomo in favore dei valori della tecnica e di come questo crei un incerto futuro ai giovani.
E ciò che colpiva di più non erano tanto le parole di Galimberti (che pure ha esordito citando il "Dio è morto" nietzscheano...), quanto l'annuire quasi muto della Caramore che non poteva che chiosare con un desolato e bisbigliato assenso, presagio al di là dell'etere dell'ineluttabilità concreta di quanto andava raccontando Galimberti, nonostante la fede e chi ce l'ha.
Una specie di silenziosa e dolorosa empatia.

Chi ha tempo e vuole ascoltare, clicchi qui.

Questa trasmissone è un altro bell'esempio di Bellezza, la bellezza della parola e del pensiero.

20 ottobre 2007

Trasferte

Arimondi allegro didatta a Trento
(ma, come sempre, quanta strizza prima...)

18 ottobre 2007

The Horror

Assemblea di condominio


16 ottobre 2007

Menti e nasi

Ci si accorgerà che il figlio è entrato propotentemente nell'adolescenza quando, vedendolo far capolino da dietro un angolo, non mostrerà più il viso angelico e tondo del bambino che conoscevate, ma una massa carnosa di mento e naso seguita subito dopo da una sequenza di spigoli degni di un'opera cubista astratta.

In pochi mesi, nasi e menti assumono dimensioni inaudite, con una crescita esponenziale quasi più rapida del numero di scarpa.

Il genitore passa ore a interrogarsi fino a dove porterà questa metamorfosi. Pur fieri del naso "importante", si invocano gli dei pagani affinché conservino ancora per qualche mese quel viso dalle fattezze innocenti, che faceva sentire ancora molto papà e poco padri.

E per ora non è apparso neppure un peluzzo nero sotto il naso...

11 ottobre 2007

Drastic-pop

E' già Ottobre, ma solo ora ho trovato il mio disco pop-rock dell'anno, similmente all'album di Tom Petty Highway Companion dell'anno scorso.
Questa volta è Drastic Fantastic di KT Tunstall. Nulla di ultra originale ma solo parecchie canzoni con bei ritornelli, un bel tiro, una bella produzione ed alta ascoltabilità automobilistica.

O sarà perché inconsciamente la copertina mi ricorda Suzi Quatro (proprio quella di "48 Crash" e "Devil Gate Drive", 1974/75)?



Radio's on again

Radio Gladio, dopo mesi di assenza, è di nuovo on-line con Fosforo.
Sono contento. Il pensiero sottile e scomodo ci serve sempre.
Ben tornato Sergio.

Bellezza 3








Sarò ripetitivo, forse, ma perché trattenersi di fronte alla Bellezza?










The Elf

Glasgow Botanic Gardens, Kibble Palace

Foto per gentile concessione di rockyrunnerbird.

08 ottobre 2007

Designing the imagination

Da un pò voglio parlare di silver_mirror.

Il mio amico Giovanni Caviezel è un poliedrico creativo dedito al suono, al visivo, al grafico e al fotografico con una particolare propensione per le attività nell’ambito della cultura per bambini, che gli ha dato non poche soddisfazioni.

Ma nel suo blog Giovanni è soprattutto dedito al tentativo di sfuggire l’entropia, il dilagare dell’informazione che tutto sommerge, trascina e livella. E lo fa attraverso l’ironia, la leggerezza e la ricerca di cose del passato che fanno star bene (come tutti noi che siamo un po’ Peter Pan).

Laddove io scrivo un post indignato sulla Moratti che vuole togliere i manifesti di Toscani sull’anoressia, lui spiazza facendo dell’ironia su una Milano grassa e magra, mostrando quanto questa città e i suoi abitanti si prendano troppo sul serio.

Laddove io ricerco, come lui dice, la sezione aurea in tutte le mie inquadrature fotografiche, lui ritrae soggetti volutamente sfocati o tagliando visi, mani e gambe.

Non assume il cipiglio dell’intellettuale serioso, del severo censore o del cittadino indignato (come capita spesso a me) ma si diverte a mescolare il tutto, come un frullato alla vaniglia. E tuttavia lo fa senza lo snobismo del post-moderno a tutti i costi.

Il suo blog è un ironico concentrato di “alto” e di “basso”, dove un dissertazione di laurea sullo fotografia lomografica si mescola ai grevi pettegolezzi di Dagospia, la notizia della scomparsa di Renato Arnheim o di Ingmar Bergman si ritrova accanto – orrore orrore – ad un articolo sull’assassinio di Garlasco.

Per non parlare poi dei Google Ads che “funestano” il sito e che, a causa della varietà di argomenti trattati nel blog, risultano assolutamente spassosi e spiazzanti. Come quello che ci invita a comprare biglietti per una fantomatica festa di Halloween o che ci offre a caro prezzo la suoneria dei Simpsons...
E’ un piacere cliccarvi sopra a ripetizione con l’illusione di arricchirlo…

Sempre in giro con la sua macchina fotografica, ha una lodevole simpatia per le gentili signore in grembiule e guanti di lattice (altrimenti dette “maids”) e contemporaneamente in molti post ci offre notevoli esempi della sua arte grafica e fotografica.

Sicuramente non riuscirà mai a farmi piacere gli album solisti di Ringo Starr e George Harrison (la sua sembra una visone della musica pacifica, bucolica, un po’ fricchettona, anche perché come molti altri si è perso il serioso furore della New Wave primi Anni ’80) ed ogni volta che cita Paul Mc Cartney mi viene il mal di pancia.
Tuttavia, quando racconta del fascino di donne incontrate sui manifesti ad una fermata di bus in una notte milanese, non posso fare a meno di ammirarlo e anche invidiarlo ancora un pò.


All photographs and graphics © Giovanni Caviezel

07 ottobre 2007

The Elf


The Elf
Inserito originariamente da Gertie_DU
Già altre volte mi sono trovato ad ammirare e innamorarmi a prima vista di capolavori di questo tipo, anche se in altro ambito artistico, caratterizzati dall'essenzialità e dalla pulizia della creazione.

La memoria di questa statua, incontrata parecchi anni fa in un giardino botanico in Scozia, non mi ha mai abbandonato.
La incontrai prima del restauro. Era nascosta tra le felci e le piante tropicali di questa strana glasshouse a Glasgow, chiamata Kibble Palace. Era un pò annerita dal tempo e dall'umidità e aveva macchie verdi di muschio. Eppure mi colpi subito per la bianchezza, la grazia, la sensualità, la finezza del corpo, lo sguardo languido e ammiccante al tempo stesso.
Per la conturbante Bellezza, più da baccante che da elfo in verità.

Sono tornato altre volte, in anni successivi, a vederla.

Ora che è restaurata avrà perso un pò della sua natura selvaggia, ma appare ancora più bianca e splendente. Almeno da quanto traspare dalle foto di alcuni utenti di Flickr che mi hanno gentilmente concesso la riproduzione (qui a destra, la foto di Gertie).

Lo scultore è William Goscombe John (1860-1952).

06 ottobre 2007

La Bellezza 2

The Elf
Glasgow Botanic Gardens, Kibble Palace


Bellezza


Noi sereni e semplici o cupi ed acidi,
noi puri e candidi o un po' colpevoli
per voglie che ardono:

noi cerchiamo la bellezza ovunque.

E noi compresi e amabili o offesi e succubi
di demoni e lupi, noi forti ed abili
o spenti all'angolo:

Noi cerchiamo la bellezza ovunque.
E passiamo spesso il tempo così,
senza utilità (quella che piace a voi)
senza utilità (perché non serve a noi)

Marlene Kuntz, Bellezza, da Bianco Sporco, 2005.
Ascoltala qui.

Foto per gentile concessione di Jason Andreas, 2007
Vedi qui l'originale.

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