Approfittare dell'occasione di non scrivere solo per sé, per confrontare il proprio pensiero con ciò che accade intorno. Insomma, per vedere - non più di nascosto - "l'effetto che fa".
09 febbraio 2010
Realcore a Roma, 19-20 Febbraio
Alla Sala Pintor, ore 21.
02 gennaio 2008
RCA (II)
- segue dal post precedente.
Dicevo,
La partita di pallone, i Watussi, Il mondo, la bambola, Che sarà. Basta citare queste cinque canzoni – a loro modo capolavori di melodia, ritmica, testo, arrangiamenti orchestrali e sound - per definire lo spirito di un’epoca.
Eppure non tutti sanno che dietro a molte di queste canzoni stanno gli arrangiamenti e la direzione d’orchestra di Ennio Morricone e Luis Bacalov, i testi di Franco Migliacci, la direzione artistica di Vincenzo Micocci, la produzione di Lilli Greco, tutti supportati da dirigenti lungimiranti come Ennio Melis e Giuseppe Ornato.
Lilli Greco, oltre che valido musicista, era funambolo della sperimentazione, capace di manipolare i nastri in modo innovativo e di esigere il massimo dagli orchestrali e dei tecnici in studio, severo nel mettere a nudo i difetti interpretativi e compositivi (storici i litigi con Patty Pravo). Eppure non manca di ricordare che ciò che conta alla fine è la canzone, che la tecnologia a poco serve se manca il “mistero artistico”, quel qualcosa in più di indefinibile capace di muovere le emozioni.
Degli studi di Via Tiburtina non resta nulla, trasformati in un magazzino di scarpe.
La musica di quegli anni però continuiamo ad ascoltarla ancora oggi.
- Fine
RCA (I)
L’orecchio prevalentemente rivolto verso l’Inghilterra o gli Stati Uniti a volte non permette di cogliere quello che abbiamo o abbiamo avuto in casa.E’ uscito un libro per me molto interessante. La storia della RCA Italiana, raccontata attraverso la voce di uno dei più importanti e creativi produttori della discografia italiana, Lilli Greco. (Maurizio Becker, C'era una volta la RCA. Conversazioni con Lilli Greco, Coniglio Editore 2007, 352p.)
I quattro studi di registrazione erano all’avanguardia dal punto di vista tecnico e artisti come Frank Sinatra o Arthur Rubinstein venivano a registrare le loro session nel famoso ed enorme Studio A, allora il più grande del mondo.
Abbey Road a confronto impallidiva (non lo stesso per i quattro che lo abitavano musicalmente...) e in tutta Italia le etichette concorrenti (Durium, Fonit Cetra, CGD) mandavano a incidere i loro artisti in quegli studi.
Roma surclassava Milano e la pur gloriosa Ricordi di Milano, con 150 anni di storia alle spalle (da Rossini a De André, passando per Verdi, Puccini e Respighi), faceva fatica a stare dietro al nuovo modello industriale imposto dagli studi della RCA di Via Tiburtina a Roma.
Le classifiche di vendita degli Anni Sessanta e Settanta erano dominate dalla RCA: Morandi, Pavone, Meccia, Fontana, Patty Pravo, Fidenco. Ma non solo. Nei primi Anni Settanta i cantautori trovarono presso la RCA la struttura capace di finanziarli, produrli e promuoverli: Dalla, De Gregori, Venditti, Battisti, Cocciante, Paoli, Baglioni, Gaetano e Conte. Per citare solo i più celebri.
Attraverso questo libro, anche grazie all’apparato iconografico strepitoso, si capiscono molte cose.
Da una parte un’etichetta discografica ben cosciente delle necessità di produrre risultati economici e profitto che forniva un modello organizzativo severo ma al contempo efficace, con turni di registrazione serrati e inflessibili, grande dispiego di mezzi economici (anticipi spesso a fondo perduto agli artisti) e produttivi (si pensi al Cenacolo, luogo dal nome emblematico dove erano realizzati centinaia di provini a settimana in una decina di mini-studio operativi giorno e notte). Dall’altra produttori esterni e interni, assistenti musicali, direttori artistici, fonici, responsabili degli studi e delle orchestre, addetti alla promozione, alle edizioni musicali e alla vendita. Tutti a lavorare con ed intorno all'artista. In pratica, uomini capaci, dotati di altissime professionalità e di una visione artistica che avrebbe cambiato la storia della musica commerciale in Italia.
- continua nel post successivo
17 dicembre 2007
iPod dell'anima
Le arti, e soprattutto la musica, conferiscono all’uomo la libera residenza nella sua città altrimenti mortale.
George Steiner, Grammatiche della creazione, Garzanti 2003

