19 ottobre 2009

53 anni e il lavoro

Trovo doveroso - quasi a contrastare il senso di impotenza - fare un link a questo post de Il russo, che solleva un problema che è una voragine.

http://ilrusso.blogspot.com/2009/10/ho-53-anni-e-sono-disoccupato.html

10 commenti:

Man of Roma ha detto...

Terribile e desolante. Sai chi è questo Russo?

Arimondi ha detto...

Nulla di più di quanto posso leggere dal Blog.

andrea sessarego ha detto...

Verso la fine dei commenti c'è pure un messaggio di ringraziamento di Sebastiano...ragazzi, mi fa stare veramente male. Io ho un lavoro "sicuro" e ogni giorno devo ritenermi fortunato ad averlo, anche se vengo bollato come "fannullone". Al suo posto non so proprio come mi comporterei.

silvano ha detto...

E' angosciante la solitudine di chi perde il lavoro nella terra di nessuno, troppo vecchi per riciclarsi e troppo giovani per la pensione.
ciao.

listener-mgneros ha detto...

Questo è il gioco...queste sono le regole, le conseguenze delle regole. Ci si masturba sui 10 anni della caduta del muretto. Si commemora la vittoria e il lieto fine del capitolo occidentale. Intanto si sussurra, tra i molti, la paura sanguinante del come ci arrivo a fine mese, se ci arrivo vivo e a quale mese? Non vedo nessuna luce accesa in queste storie, storie di gente che non ha più i soldi per pagarsi la luce. E la mia voglia di rivolta pulsa fino a diventare il mio personale, melenso e sterile nichilismo.
L'unica vera immoralità è privarci dei mezzi di sostentamento, ma infine ci sono almeno altri tre continenti che da secoli si esercitano con macrabro profitto alla pragmatica morte per fame.

Arimondi ha detto...

Listener, vuoi dire che ci avevano promesso il paese dei balocchi e che chi ci ha creduto troppo o non si è preparato è stato ingenuo e ora paga? Un tempo si rischiava di essere meno ricchi, oggi, se non si ha un paracadute (la famiglia, i risparmi), si finisce ai margini della società.

In fondo il capitalismo è solo una metafora meno sanguinolenta della guerra, con "morti" e "feriti".

Se così è, come è il dopo? E' aperta la discussione.

listener-mgneros ha detto...

"non so mai bene cosa voglio dire", è in questa frase trovo il senso di quello che volevo "dire". E forse di come sarà il dopo, so tutto. Perchè sara meno drammatico di quanto mi appaia oggi, sarà inutile appunto. Il falso è in atto oramai da tempo, terzo atto: quello che esclude l'azione e ci regala una catarrosa e melensa privacy da violentare, vendibile?
Il paese dei balocchi prevede una finale metamorfosi asinina no? Si! Ci guadagneremo in dimensioni falliche perdendo il pensiero senza averlo scopato mai.
Le fatine turchesi sono sempre più discinte, e invecchiando la danno via con maggior facilità al potere, all'Ecclesia Moderna, allo sportello bancario. Intanto smettono di essere guida e riferimento.
Io sono borghese e probabilmente paracadutato, questo non esclude un senso di vergogna e di inutilità infinita nel trovarmi a non saper più chi sono. Questa tagliola affilata ferisce appena i miei polpacci, ma squarta e amputa milioni di gambe non borghesi ne paracadutate. Siamo o siete perchè solvibili? Allora sempre di meno e in dissolvenza. Questo è il miglior sistema economico possibile, parafrasando Leibniz. Questo mi fa schifo, parafrasando me stesso. E non mi cresce il naso, non più almeno.

listener-mgneros ha detto...

p.s. a volte si ricade in vecchi errori
http://skeptical-listener.blogspot.com/

Arimondi ha detto...

Stavo per lanciarmi in apprezzamenti sulla tua prosa quando ricevo la notizia che riapri il blog.
Buono avere un posto dove poterti leggere.

Jose Ramon Santana Vazquez ha detto...

... ...traigo
sangre
de
la
tarde
herida
en
la
mano
y
una
vela
de
mi
corazon
para
invitarte
y
darte
este
alma
que
viene
para
compartir
contigo
tu
bello
blog
con
un
ramillete
de
oro
y
claveles
dentro...


desde mis
HORAS ROTAS
Y AULA DE PAZ


TE SIGO TU BLOG




CON saludos de la luna al
reflejarse en el mar de la
poesia ...


AFECTUOSAMENTE




jose
ramon...


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para
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ARIMONDI




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