20 dicembre 2007

Camera con vista (molto sentimentale)

La ricerca scientifica in Italia

Università degli Studi di Milano - Politecnico

La foto ritrae un giovane ricercatore pazientemente in attesa di passare di ruolo presso il Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale.

What's behind that zip?

Cosa c'è dietro la cerniera?

Dedicata al mio amico Listener

Passanti per nulla passanti

Non è accettabile, nella vita, lasciar passare le occasioni e le persone importanti nascondendosi dietro il dito della quotidianità, delle fatiche fisiche, di problemi apparentemente insolubili, del "destino".
Eppure accade.
Ma come si fa poi a guardarsi indietro?
Non regge, per me, il detto "è la vita...".

...dopo si dice "l'ho fatto per fare"
ma era per non morire
si dice "che bello tornare alla vita
che mi era sembrata finita
che bello tornare a vedere"
e quel che è peggio è che è tutto vero
...
(I. Fossati)

19 dicembre 2007

Drive carefully. Scientists at work


Sempre volgarizzando da Steiner...
Se Dio è morto o non sta particolarmente bene, non è che alla Scienza del Cosmo vada meglio.

E' affascinante ma un pò difficile dover accettare quanto ci viene detto oggi dagli scenziati a proposito della creazione del nostro universo: che è assurdo, che non ha alcun senso pensare a ciò che c’è stato prima del Big Bang. Perché prima c’era il niente, e il niente non si pensa ed esclude la temporalità.

E 'difficile perché anche questa appare come una affermazione dogmatica, simile a cose quali l’Immacolata Concezione.

Non è un caso che la teoria del big bang pare non dispiaccia alla Chiesa.

Drive carefully. Gods at work

Leggendo “Grammatiche della creazione” di George Steiner (2001, ed. ital. Garzanti 2003) , libro tanto arduo e (probabilmente troppo) denso quanto spietato ed urgente, annoto questo:

Tra le varie visioni del metafisico e del simbolico passate in rassegna da Steiner, si ipotizza anche che la Divinità sia per sua stessa essenza obbligata a creare.
La creazione è l’unico atto che il Dio è obbligato a realizzare, pena la negazione della propria esistenza.
Un Dio sterile sarebbe un non senso, uno scandalo logico insolubile.

L’obbligo di creare come unica costrizione del divino. Quindi pur sempre una costrizione cui anche Dio – curiosamente - è soggetto (pag. 22).

Immaginate.
La mattina del lunedi della famosa settimana di Creazione, si svegliò molto più agitato del solito, molto più agitato di quanto lo sia io durante i miei lunedi (e vi assicuro di esserlo molto): per lui in ballo non c’era lo stipendio di fine mese, ma la sue stessa ESISTENZA!

Insomma, anche Lui doveva fare i “compiti”.

17 dicembre 2007

iPod dell'anima

Stefano Maderno, Santa Cecilia
(Roma, Santa Cecilia in Trastevere)

Le arti, e soprattutto la musica, conferiscono all’uomo la libera residenza nella sua città altrimenti mortale.
George Steiner, Grammatiche della creazione, Garzanti 2003


The devil is in the details

Credo ognuno di noi abbia un proprio modo di osservare la realtà.

Io mi ritrovo sempre rapito e distratto dai dettagli.

In un museo, prima di immergermi nell’osservazione delle opere d’arte, non posso esimermi dal guardare l’atteggiamento del guardiano della sala. Ha lo sguardo spento, tipico di chi fa da troppi anni quel lavoro? Ha elaborato una tale usura al lavoro che un Rubens è per lui uguale a un'orrida foto di Lachapelle? Oppure nelle ore tarde di solitudine si ferma rapito davanti alla bellezza di quel Caravaggio? E la ragazza che mi ha venduto i biglietti, con quel golfino color topo, questa sera tornerà a casa stanca e usurata dalla sua famiglia stanca e usurata o il suo sguardo nonostante tutto vivo nasconde qualcosa di tangenziale?

Ieri, è passata in auto una signora ciccia che ha affrontato una curva tenendo saldamente in mano un chupa chups.

Lo sguardo delle persone in metropolitana mi dice se il mio umore è buono o meno.
Una mattina - nonostante la Playlist Light sull'iPod - lo sguardo delle persone mi appare spento e doloroso. Allora in un paio di fermate riesco a caricarmi dell’intero dolore dell’umanità. Vedo persone che piangono, dentro o fuori. La rabbia, la fatica, l’ignoranza, la miseria, la malattia, l’odore.

Altre volte mi sembra di essere su una carrozza felice. Il libro della signora appare chiaramente avvincente ai suoi occhi, la ragazza di fronte deve avere il pensiero fisso al proprio amore tanto le brillano gli occhi e quel signore in fondo che parla con un altro uomo sembra aver ritrovato l’amico di tanti anni fa.

Mi spaventa ovviamente pensare che in realtà le persone in metropolitana sono sempre uguali, sono io che cambio ogni volta...

La leva dell’Allarme è lievemente abbassata, il sigillo spezzato. Chissà se qualcuno ha mai provato a tirarla per scherzo.
E le scritte a pennarello o incise sulle porte. Il messaggio afasico di qualche sfaccendato, di qualche pazzo, di qualche adolescente con gli ormoni in esplosione.
Lo sguardo di quello stilista che sul cartellone fa la pubblicità ad una scuola di lingua inglese. Non poteva farsi la barba prima di farsi fotografare? Ha sempre quella faccia così anche nella vita normale?

L’uomo dallo sguardo aggressivo che gestisce l’albergo ad ore a pochi passi dalla fermata della metro. Mi risulta sempre simpatico nel suo sentirsi padrone di quei dieci metri di marciapiedi che tiene puliti come uno specchio.
Le persone in attesa nella lavanderia automatica. Chissà se anche lì nascono amori come nei film americani?
E il negozio che vende gli spray per writers. Ogni giorno mi viene voglia di entrare per vedere l’effetto che fa sentirsi vecchi in un negozio. Non ho negozi di tatuaggi nei paraggi, sennò sarebbe lo stesso.

E quei padri davanti alla scuola elementare. Con che baldanza e apparente allegria parlano del Milan, dell’Inter e della prossima partita di calcetto a cinque. Come faranno? Il futuro professionale di una persona si misura non tanto dalla sua capacità, ma dalla prontezza e vivacità con cui sa sostenere una conversazione sulle coppe europee e su Fabio Capello allenatore della nazionale inglese...

Per fortuna c’è N. che mi accompagna a sentire in anteprima il nuovo singolo dei B. e ci perdiamo nel dettaglio delle chitarre e delle colte citazioni rock. Dettagli.

Non smetto di stupirmi dei dettagli.

Mai quelli importanti.
Quelli importanti, come le parole dette, tendo a dimenticarli subito.

Una crepa su un muro può essere il prologo o la sintesi della mia giornata.
Similmente al Gattopardo, che nel vedere il quadro della resa di Napoleone, già intuisce in un attimo la propria sconfitta nel confronto con il villico furbo, ignorante e senza storia e pudore che mariterà con successo propria figlia.

Amo i dettagli. Riempiono la giornata delle cose che mi mancano.

11 dicembre 2007

Marketing postale

La busta pubblicitaria con i soldi veri dentro mi mancava.

Però questa, belin, l'ho aperta.
.

Domande legittime

E tutti noi tra i quaranta e i cinquanta (eh già!) qui a scrivere un blog?
Solo in ritardo rispetto ai ventenni, in cerca di quel sapore perduto? Crisi dei quarantenni sublimata nella scrittura? Una nuova forma espressiva? Una forma espressiva come un'altra? Solo per vedere l'effetto che fa? Il sostituto dell'hobby della fotografia o del modellismo dei nostri padri? Patetico e inconfessato desiderio di protagonismo? Solo un modo per animare/ri-animare se stessi?