Frequento da lettore il blog del sito di Sergio Messina aka Radio Gladio da circa un anno, benché conosca Sergio da molto più tempo. Lui è uno che ha sempre il cervello acceso, capace di instillare il dubbio nelle certezze apparentemente più solide, senza il timore di essere scomodo e provocatorio.Si può essere spesso d'accordo con lui, altre volte si può dissentire radicalmente; a volte lo si ammira per l'acutezza e spietatezza con cui è capace di liquidare la stupidità con una battuta sferzante, altre volte magari si rabbrividisce sapendo quanto le sue parole possano creare scompiglio nell'ordine costituito, a volte anche nel tuo ordine costituito, sia reale sia psicologico.
Da qualche giorno ha scritto che probabilmente lascerà l'Italia perché non ha trovato la possibilità di dare sbocco alla sua proposta intellettuale. Al contrario, altri luoghi d'Europa si dimostrano più ricettivi.
Questa per me è una brutta notizia, una brutta notizia per la cultura italiana, e non solo quella underground.
E' un ulteriore segnale di come vanno le cose qui da noi. Ricercatori restano precari tutta la vita senza poter svolgere liberamente il proprio lavoro, intellettuali brillanti emigrano altrove, strutture sempre più ingessate, poca lungimiranza, paura diffusa.
Anche Beppe Grillo dà pesanti segni di cedimento.
Quindi? Quindi eccoci qua a tenere botta. Cominciando a coltivare in sé, lentamente, la coscienza che si deve poter far qualcosa. Magari nel piccolo, magari cominciando dal proprio universo di conoscenze. Trasmettendo messaggi ai figli, per esempio, o parlandone con chi condivide questi pensieri. Certamente accettando l'instabilità come stimolo per il cambiamento.
Solo ottimismo? Forse.









