11 dicembre 2008

Un buon giorno

Oggi è un buon giorno per il mio ego musicale e non solo.

Ho conosciuto RB qualche settimana fa. Già allora tornai a casa dicendo che era stato un giorno importante.
RB - proprio quel RB - è da sempre il mio giornalista musicale preferito. Un uomo discreto e gentile come i suoi articoli sempre documentati, pieni di esperienza musicale e di ascolti vissuti. Ricchi di informazioni quando scrive di musica che amo, impeccabili anche quando parla di musica che detesto.
Incredibilmente per me, RB non è mai diventato un giornalista popolare come tanti altri. Forse perché non ha una colonna fissa su un quotidiano, non ha un blog sponsorizzato o perché non dirige riviste musicali hype. Forse perché non ha scelto un unico genere.

Il suo "Pop inglese", uscito nel 1974 e scritto insieme ad un alto paio di critici musicali di allora, mi guidò sedicenne e ad orecchie aperte attraverso i meandri della musica pop inglese. Fin dall'inizio il mio gusto virò decisamente verso il rock inglese e le Telecaster, guardando con un certo fastidio la prosopopea di quello americano con le sue Gibson Les Paul. Poi arrivarono il punk e la new wave.
Retrogusto che tuttora domina il playcount del mio Ipod e di cui non mi pento per nulla, anzi.

Su un suo libro, oggi, ringraziamenti al sottoscritto per una normalissima e piccola cosa di lavoro.
Son (piccole?) soddisfazioni.

25 novembre 2008

Il diritto al lavoro

Forse suona presuntuoso e fuori luogo, ma c'è una cosa oggi che mi rende felice, un po' fiero di me e degna di essere l'oggetto di questo nuovo post, in questi tempi un po' complicati per me.

Sono riuscito ad assumere una persona che avrebbe perso il lavoro lunedì prossimo.

Intendiamoci, la persona serve al mio gruppo di lavoro ed è la conseguenza di un evento molto triste. Tuttavia, non è poco per i tempi e per il settore in cui lavoro.

E poi perché poi c'è sempre un bisogno assoluto di immaginare di ricostruire, soprattuttto quando il caso sembra accanirsi con la sua spietatezza.
Forse l'unica cosa che ha permesso la sopravvivenza del nostro genere nei milioni di anni: un incredibile spirito vitale e molta costanza.

17 novembre 2008

Musica al quadrato / Amore



PJ Harvey e Nick Cave, Henry Lee.

13 novembre 2008

Rude and Nasty



PJ Harvey, Man Size, da Rid of Me.

11 novembre 2008

Paternità politically incorrect

Dialogo sms tra due padri acculturati, di sinistra, un po' stanchi e affranti:

" Tempi postmoderni. Con mio figlio la comunicazione migliore è via sms. A parole invece subito litigi e urla".

"Con il mio grande solo vaffa: a voce, telefono, sms. Sob".


"No way? Beat on the brat!"

"Si! With the baseball bat!! E aff... Galimberti e i Baustelle!"


(se non non fosse chiaro a tutti, è un dialogo ironico).

10 novembre 2008

Gli odori dell'esistenza

Da sempre mio figlio piccolo ha una sensibilità particolare per gli odori.
Quando era infante notammo questa caratteristica perché inseguiva letteralmente il profumo di sua mamma, ci faceva notare profumi e odori che non avevamo notato o che non percepivamo, oppure si accucciava tranquillo vicino ad oggetti casalinghi, appoggiandovi il naso sopra con lo sguardo perso e beato.
Questo sua dote era rimasta un po' dormiente in questi ultimi anni.
Anche una visita a Grasse ad un profumificio non sembrava averlo particolarmente impressionato.

Stasera, durante una delle nostre "buonanotte" che ultimamente si sono rianimante dei racconti dell'infanzia e dell'adolescenza paterna, mi ha raccontato che una delle cose che più gli piace fare è "annusare l'odore delle persone per strada" quando gli passano accanto.
Non è tanto importante che il profumo sia buono, quanto che il profumo ci sia.
Può essere soave come quello di una bella ragazza che sa di violetta oppure forte e intenso come l'odore di un muratore appena sceso dall'impalcatura. L'importante è che ci sia, a volte disgustoso e acre, altre volte gradevole, ma soprattutto presente. Il piacere consiste nel riempire le narici di odori e profumi, sentire che le persone trasmettono una "umanità".

E' invece molto deluso da quelle persone che passano e, come dice lui, "non hanno aria". Sì, perché le persone di solito quando passano, muovono l'aria e così facendo espandono il loro profumo nelle vicinanze affermando, immagino io, la loro "essenza", il loro "calore umano".
Invece, alcuni esseri umani misteriosi (e d'ora in poi per me un po' inquietanti) "non muovono l'aria".

Che il muovere l'aria sia il segnale di qualche qualità morale nascosta? Del tipo, diffidate da coloro che non muovono l'aria al loro passaggio?
Siete avvertiti. Fidatevi dell'innocenza dei bambini. Annusate e state accorti.

09 novembre 2008

Yes, We Are Different


"Yes we are different" mi appare un'iniziativa da condividere. E' giusto, indispensabile, far sentire la propria voce quando ne viene data l'occasione.

Iniziativa che "nasce da una frustrazione da un sentimento di vergogna ed indignazione nei confronti dell'inciviltà e della volgarità della politica italiana, e naturalmente delle esternazioni del Presidente del Consiglio.
Noi non ci riconosciamo e vogliamo marcare la differenza".


Fate click sul link:
Yes, We are Different

03 novembre 2008

Everyone has their price

Il cinico impersona il cinico e fa la figura del pirla (però più ricco).


29 ottobre 2008

Come un chiodo stanco

Lunedì mattina, T. (l'iniziale è di fantasia) alla sua scrivania non c'è.
Capita. Ci si può dimenticare di avvertire l'ufficio del personale.

Alle 16 una telefonata informa che T. è mancato. Improvvisamente, a casa, per un malore, senza motivo, a 59 anni. Moglie, figli.

Nulla di buono. Solo una nube oscura che circonda i colleghi e me. Non ci sono molte parole.
Unico pensiero non negativo, la sensazione di essere fortunati a poter guardare il cielo fuori e di esserci. Pensarlo in silenzio e ripeterlo alle persone intorno, per farsi coraggio e per riempire il silenzio.

Poi la mattina successiva ritrovarsi proiettati nel mondo di una famiglia che non avevi mai avuto modo di conoscere. E notare- senza troppa sorpresa in verità - che per T. il lavoro era una formalità da adempiere, perché cose per lui molto più importanti lo attendevano là fuori. La vita in parrocchia, il coro, la solidarietà, l'impegno all'interno d una comunità cristiana molto unita, tra un gruppo di persone che ora fanno un quadrato di amore intorno alla sua commemorazione e al suo ricordo.
Intorno a te pochi volti conosciuti, ma soprattutto una moltitudine compatta di sconosciuti così simili tra loro, che circondano e difendono la famiglia con un affetto sereno, quasi sorridente nella accettazione di un "Dio l'ha voluto con sé", con parole profonde, sentite e determinate.

Ammirazione e pietas. Ammirazione e pietas ma anche stupefatta invidia per chi ha la fortuna di volere o riuscire a dare una ragione superiore ad un evento così assurdo.
Evento per il quale è evidente che non esiste alcuna ragione metafisica, ma solo il meccanismo di una macchina umana che ha smesso di funzionare, stop.
Come il dente di un ingranaggio del motore di un aereo che va a schiantarsi.
Come un chiodo che decide una notte di staccarsi dal muro e far piombare quadro e cornice a pezzi al suolo.

E' vero che credo in qualche modo agli angeli (sic), ma questo è troppo. E all'inquietudine e alla rabbia per la perdita prematura e senza senso di una persona che da due anni, con la sua calma, condivideva con te per niente calmo i piccoli problemi quotidiani, si aggiunge l'inquietudine e la rabbia per non riuscire a comprendere queste persone, nonostante io ci provi, davvero.

26 ottobre 2008

Here to stay, hey hey
















Per esorcizzare i quadrivi, comprati oggi appositi appigli apparentemente stabili:
- Traffic - John Barleycorn must die (1970)
- Robert Wyatt - Rock Bottom (1974)
- Ray LaMontagne - Gossip in the Grain (2008)