28 agosto 2007

Re-load 2

Come padri, capita di farsi prendere dalla paura di fallire.

In questi momenti può venire voglia di mollare, ci si paralizza, ci si perde nell'auto-commiserazione, nella culla del ritorno all'adolescenza o in altri rifugi mentali tipicamente maschili.

In questi casi si consiglia come terapia d'urto questo video, somministratomi saggiamente qualche mese fa da Franco Zaio.



Certo il video è una situazione-limite, ma dopo qualche giorno di crisi assoluta (forse) rinsavirete e vi tornerà il desiderio di lottare.

Perché il vittimismo e l'auto commiserazione richiamano invincibilmente la pedata nel culo.

E soprattutto perché non ci si vuole proprio far vedere o immaginare così, e non solo dai propri figli.

Placebo, Song to Say Goodbye, Meds, 2006

Teletubbies e London Stock Exchange

Come si sa, i bambini non vanno tanto per il sottile quanto a giudizio estetico e non faticano a farci capire in poco tempo ciò che è gradito e ciò che non lo è.
Nel campo televisivo i miei figli hanno sempre avuto punti fermi: qualche anno fa Leone cane Fifone, Ed, Edd ed Eddie, Mucca e Pollo (Cartoon Network), oggi Io sono Donato Fidato (con l’inseparabile Matteo Babbeo), ma anche Zack e Cody al Gran Hotel, Hanna Montana (Disney Channel). Già parano verso i Simpsons e South Park e presto li immagino davanti a Beavis & Butt-head (davvero i peggio caccalli del mondo).
***
Al di fuori di questi confini per i miei figli si estende un territorio televisivo verso il quale non esiste tolleranza. Esiste solo lo sguardo pietoso e lo sbuffo senza fine, l’espressione del viso atterrita, simile a quella che si palesa di fronte ad un piatto di bietole o all’idea di passare un pomeriggio con le bambine dei vicini, di tre anni più piccole.
In questo territorio del disprezzo si ergono storicamente due protagonisti:
Le Bratz – bamboline leziose e smorfiose che suppongo facciano la gioia di tutte le bambine desiderose di un radioso futuro come veline di Striscia la Notizia.
Queste bamboline sculettanti credo che ispirino ai miei figli il desiderio di appenderle per i capelli con le mollette allo stenditoio di casa e farle piombare sul cemento sottostante dopo un volo di venti metri. Come del resto facevo io con la Barbie di mia sorella, manifestando un sano e precoce, anche se latente, desiderio di possesso.
All’apparire delle Bratz in pubblicità si alzano mugugni, borbottii di disappunto e spesso volano carte di caramelle contro lo schermo.
Ma al primo posto dominano gli incredibili Teletubbies.
Pupazzotti colorati e informi che si muovo ballonzolando su verdi colline finte, tenendosi per mano e esclamando frasi assolutamente tautologiche quali:
Oggi c’è il sole!
Bello il sole!
Il sole è caldo.
Come è bello e caldo il sole!
Eh, si oggi c’è il sole!
Come è belloooo!
Perfetti per i bambini di due/tre anni, con la stessa funzione d’intrattenimento del ciuccio. Non a caso trasmettono le stessa puntata due volte perché la ripetizione rassicura il pupo.
Simili alla funzione ipnotica che
aveva per noi degli Anni Sessanta il monoscopio della RAI (con sottofondo di rigoroso Liscio Romagnolo) prima che alle 17 iniziasse Giocagiò.
Sommo culmine dell’infantilismo, in casa mia, il solo pensiero di vederne una puntata rischia di dare la patente di “poppante” per l’eternità.

***
Ma…

Nelle settimane scorse ero a Londra e, accesa la TV appena sveglio, come faccio sempre in albergo, invece della BBC che parla del meteo nel Sussex e del traffico infernale sulla M4 mi sono apparsi i Teletubbies nella loro nuova reincarnazione chiamata In the night garden.

Veri prati verdi, immobili e soleggiati, veri alberi alti e snelli, cieli blu. Al centro, pupazzi rosa e azzurri a forma di coniglietto cicciotto, pupazzette dalla faccia sorridente a forma di margherita, circondati da improbabili pesci volanti a guisa di dirigibile (o da dirigibili con le pinne da pesce?) e da formichine rosse squittenti.

Ebbene, mi sono ritrovato ipnotizzato da questa meraviglia terapeutica. Surreale e psichedelico. Sono sceso sorridente a fare colazione e per tutto il giorno avevo questa freschezza infantile addosso, come di gioco di bambino.
Il giorno dopo mi sono svegliato apposta all’ora stabilita per vederli. Stesso effetto del giorno prima.
Come la muzak più ipnotica, come un massaggio shiatzu, come un mantra orientale, come una carezza, “In the Night Garden” potrebbe essere la cura per il logorio della vita moderna…
Chissà quanti cinici brokers della City londinese non si azzardano ad andar in Borsa a decidere i destini della società capitalista prima di aver concluso la loro seduta mattutina davanti ai pupazzi di “In the night Garden”.
Che certamente li consigliano bene…

27 agosto 2007

Re-load


Tre poche ore si ricomincia.
Con questo negli occhi e nel cuore sarà più facile?

Spiaggia di Tréguennec, regione del Finistère, Bretagna.
P.S. Per i pochi con qualche dubbio, quello nel trabiccolo a vela NON sono io.

30 luglio 2007

Under the Moonlight, the serious Moonlight

Venerdì sera, con gli amici di sempre, in un locale sul mare - i 7 Nasi di Genova - si è parlato di musica e di molto altro, ripetibile e no.
Presi dalla conversazione intensa, non abbiamo ovviamente fatto molto caso a ciò che avevamo dietro, ma per fortuna uno di noi è stato attento e la foto ne è il risultato.
Con uno spettacolo così non poteva che essere una serata più che riuscita.
No Caraibi; Genova-Quinto.

foto © Marco "il Barba" Murdolo

22 luglio 2007

Il pensiero è triste?


Linko volentieri questo post di Franco, il mio amico-consigliere-libraio di assoluta fiducia, che mi ha suggerito il libro di George Steiner “Dieci (possibili) ragioni della tristezza del pensiero” (Garzanti, 2007).

Il libro è stimolante e passa in rassegna i motivi per cui il nostro pensiero non può che essere ragionevolmente “triste”.

Saperlo, può aiutare – forse - a farsene una ragione.

Da parte mia, noto che l’autore – di certo volontariamente – non sfiora la dimensione opposta alla tristezza, che pure è uno stato assolutamente fondamentale e trainante per l’uomo: la pur fuggente felicità e la di essa ricerca.



La possibilità che io in questo momento sia ragionevolmente "felice" - con la vista del verde della campagna piemontese dall’alto della collina, alcune ore da poter dedicare a me stesso e alla scrittura, la coscienza di aver speso una settimana lavorativa utile - non è neanche presa in considerazione dall’autore.

Egli sa bene che il mio realismo critico - come un ronzio di sottofondo - mi fa volare basso.

Mio padre lavorava in campo neurologico e sosteneva che i veri depressi sono i soli che vedono il mondo come realmente è, ed è questo che li spinge al suicidio.
Siamo noi uomini “sani” che per un miracoloso meccanismo di enzimi e sinapsi cerebrali produciamo le motivazioni che ci mandano avanti ogni giorno e che rendono l’essere umano così ambizioso e vitale rispetto alle altre (molto più pigre e concrete) specie animali.
Sono in pratica i meccanismi chimici del cervello a dare la carica. Capaci di spingerci avanti, facendoci balenare la prospettiva delle gratificazioni e “felicità” che continuamente cerchiamo a breve o lungo termine.
Non a caso i veri depressi si curano stimolando farmacologicamente i meccanismi chimici cerebrali, per riattivare la “voglia di vivere”.

La felicità di fronte a questo meraviglioso paesaggio verde piemontese sarebbe dunque un’illusione perché a voler vedere la cruda realtà tutto questo bel verde appassirà e questi muri a secco si sbricioleranno, questo PC finirà smembrato in qualche discarica in Pakistan, così come la mosca qui accanto presto perirà. Morirà per riprodursi è vero, ma per morire ancora migliaia di volte attraverso la decomposizione per i viventi e il deterioramento per la materia.
E
tutta questa fatica finirà (almeno per la Terra) con l’esplosione di qualche supernova chissà quando.

La mia felicità sarebbe un’illusione perché nel pullulare di sentimenti che si agita laggiù nella verde pianura piemontese tra migliaia di persone ci sarà forse il fuggevole amore degli amanti ed il sorriso disinteressato di un bambino, ma c’è soprattutto la corsa al possesso, l’invidia, il rancore, la povertà, l’idiozia, la malattia, la solitudine, la corsa spietata per la sopravvivenza. E basta spostarsi di 1500 km per assistere a ben più crudeli lotte per la sopravvivenza.

Di fronte a tutto ciò siamo, per fortuna, uomini. Ed esserlo significa per me, credo, trovare l’equilibrio tra l’ineluttabilità di come va il mondo ed il raggiungimento dei “piccoli” ma onorevoli obiettivi che ci siamo dati, sfruttando in modo intelligente il naturale entusiasmo forse illusorio che è stato dato all’umanità.

E questo non è un pensiero triste.


21 luglio 2007

Ricordare

Questo è il servizio Tv che mi colpì più di tutti quella sera del 21 luglio 2001. Il luogo è Corso Italia altezza Punta Vagno, la passeggiata a mare dei genovesi.

Il TG1 lo trasmise per sbaglio in prima serata. Poi mai più. C'erano troppe donne, anziani e bambini lì in mezzo.

Non c'è molto da commentare.



Su Youtube, per gli stomaci forti, c'è molto di peggio.

09 luglio 2007

Lettera A















Avevo preparato un gustoso post sugli Abba, i quali da qualche giorno capeggiano con qualche sorpresa l'ordine alfabetico della mia Playlist per Artista sull'iPod.

Poi mi sono accorto che, dato il momento, non era il caso.

Sarà per un'altra volta, forse.

26 giugno 2007

Bugie

Questo vecchio video (1994) della Rollins Band linkato in fondo al post mi ronza intorno da qualche settimana.

Credo ci siano musiche che ascoltiamo per esorcizzare l'idea che là fuori ci possano davvero essere situazioni così.
Le guardiamo attraverso lo schermo di una fruizione estetica, nella tranquillità della nostra dimensione personale, e così facendo, diventa quasi accettabile sapere che il mondo e le persone talvolta possono essere torbide e spregevoli.

In questo video però, oltre a quanto sopra, si insinua anche il sottile dubbio che si possa essere così anche noi, ogni tanto, poco poco naturalmente... ;-)

Il video (regia di Anton Corbijn) è qui sotto, dopo il testo. E' stato candidato all'MTV Award 1994 e nonostante ciò è un pugno nello stomaco.

Liar (H. Rollins)
(Rollins Band, Weight, 1994)

You think you're going to live your life alone
in darkness and seclusion... yeah, I know
you've been out there and tried to mix with those animals
and it just left you full of humiliated confusion
so you stagger back home and wait for nothing
but the solitary refinement of your room spits you back onto the streets
and now you're desperate and in need of human contact
and then you meet me and your whole world changes
because everything I say is everything you've ever wanted to hear
so you drop all you defenses, and you drop all your fears and you trust me
completely, I'm perfect in every way
'cause I make you feel so strong and so powerful inside
you feel so lucky
but your ego obscures reality that you never bothered to
wonder why things are going so well
you want to know why?

'cause I'm a liar, yeah, I'm a liar
I'll tear (rip) your mind up, I'll burn your soul
I'll turn you into me, I'll turn you into me
'cause I'm a liar, a liar, a liar, a liar...

I'll hide behind a smile and understanding eyes
and I'll tell you things that you already know so you can say:
I really identify with you, so much
and all the time that you're needing me is just the time
that I'm bleeding you, don't you get it yet?
I'll come to you like an affliction then I'll leave you like an addiction
you'll never forget me... you wanna know why?

'cause I'm a liar, yeah, I'm a liar
I'll tear (rip) your mind up, I'll burn your soul
I'll turn you into me, I'll turn you into me
'cause I'm a liar, a liar, a liar, a liar...

I don't know why I feel the need to lie and cause you so much pain
maybe it's something inside, maybe it's something I can't explain
'cause all I do is mess you up and lie to you
I'm a liar, ooh, I'm a liar
but if you'll give me another chance I swear I'll never lie to you again
'cause now I see the destructive power of a lie,
they're stronger than truth
I can't believe I ever hurt you, I swear I will never lie to you again
please, just give me more chance, I'll never lie to you again, no,
I swear, I will never tell a lie, I will never tell a lie, no, no

Ha Ha Ha Ha Ha Ha Ha Ha Ha! Sucker! Sucker! Sucker!

I am a liar, yeah, I am a liar, yeah, I am a liar
I lie you, I feel good, I am a liar, yeah
I lie I lie I lie I lie ooh, I lie, yeah, I lie
I'm a liar, I lie, I like it, I feel good, I like it, and again
I like it again and I'll keep lying, I'll promise.


21 giugno 2007

Miseria humana


Marzo 2006 - Lo stato delle cose

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Agosto 2006 - Cose che fanno bene

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Giugno 2007 - Miseria humana