Approfittare dell'occasione di non scrivere solo per sé, per confrontare il proprio pensiero con ciò che accade intorno. Insomma, per vedere - non più di nascosto - "l'effetto che fa".
28 agosto 2007
Re-load 2
In questi momenti può venire voglia di mollare, ci si paralizza, ci si perde nell'auto-commiserazione, nella culla del ritorno all'adolescenza o in altri rifugi mentali tipicamente maschili.
In questi casi si consiglia come terapia d'urto questo video, somministratomi saggiamente qualche mese fa da Franco Zaio.
Certo il video è una situazione-limite, ma dopo qualche giorno di crisi assoluta (forse) rinsavirete e vi tornerà il desiderio di lottare.
Perché il vittimismo e l'auto commiserazione richiamano invincibilmente la pedata nel culo.
E soprattutto perché non ci si vuole proprio far vedere o immaginare così, e non solo dai propri figli.
Placebo, Song to Say Goodbye, Meds, 2006
Teletubbies e London Stock Exchange
Come si sa, i bambini non vanno tanto per il sottile quanto a giudizio estetico e non faticano a farci capire in poco tempo ciò che è gradito e ciò che non lo è.Simili alla funzione ipnotica che aveva per noi degli Anni Sessanta il monoscopio della RAI (con sottofondo di rigoroso Liscio Romagnolo) prima che alle 17 iniziasse Giocagiò.
Sommo culmine dell’infantilismo, in casa mia, il solo pensiero di vederne una puntata rischia di dare la patente di “poppante” per l’eternità.
Chissà quanti cinici brokers della City londinese non si azzardano ad andar in Borsa a decidere i destini della società capitalista prima di aver concluso la loro seduta mattutina davanti ai pupazzi di “In the night Garden”.
Che certamente li consigliano bene…
27 agosto 2007
31 luglio 2007
30 luglio 2007
Under the Moonlight, the serious Moonlight
Presi dalla conversazione intensa, non abbiamo ovviamente fatto molto caso a ciò che avevamo dietro, ma per fortuna uno di noi è stato attento e la foto ne è il risultato.
Con uno spettacolo così non poteva che essere una serata più che riuscita.
No Caraibi; Genova-Quinto.
foto © Marco "il Barba" Murdolo
22 luglio 2007
Il pensiero è triste?
Linko volentieri questo post di Franco, il mio amico-consigliere-libraio di assoluta fiducia, che mi ha suggerito il libro di George Steiner “Dieci (possibili) ragioni della tristezza del pensiero” (Garzanti, 2007).
Il libro è stimolante e passa in rassegna i motivi per cui il nostro pensiero non può che essere ragionevolmente “triste”.
Saperlo, può aiutare – forse - a farsene una ragione.
Da parte mia, noto che l’autore – di certo volontariamente – non sfiora la dimensione opposta alla tristezza, che pure è uno stato assolutamente fondamentale e trainante per l’uomo: la pur fuggente felicità e la di essa ricerca.
La possibilità che io in questo momento sia ragionevolmente "felice" - con la vista del verde della campagna piemontese dall’alto della collina, alcune ore da poter dedicare a me stesso e alla scrittura, la coscienza di aver speso una settimana lavorativa utile - non è neanche presa in considerazione dall’autore.
Egli sa bene che il mio realismo critico - come un ronzio di sottofondo - mi fa volare basso.
Mio padre lavorava in campo neurologico e sosteneva che i veri depressi sono i soli che vedono il mondo come realmente è, ed è questo che li spinge al suicidio.
Siamo noi uomini “sani” che per un miracoloso meccanismo di enzimi e sinapsi cerebrali produciamo le motivazioni che ci mandano avanti ogni giorno e che rendono l’essere umano così ambizioso e vitale rispetto alle altre (molto più pigre e concrete) specie animali.
Sono in pratica i meccanismi chimici del cervello a dare la carica. Capaci di spingerci avanti, facendoci balenare la prospettiva delle gratificazioni e “felicità” che continuamente cerchiamo a breve o lungo termine.
Non a caso i veri depressi si curano stimolando farmacologicamente i meccanismi chimici cerebrali, per riattivare la “voglia di vivere”.
E
La mia felicità sarebbe un’illusione perché nel pullulare di sentimenti che si agita laggiù nella verde pianura piemontese tra migliaia di persone ci sarà forse il fuggevole amore degli amanti ed il sorriso disinteressato di un bambino, ma c’è soprattutto la corsa al possesso, l’invidia, il rancore, la povertà, l’idiozia, la malattia, la solitudine, la corsa spietata per
E questo non è un pensiero triste.
21 luglio 2007
Ricordare
Il TG1 lo trasmise per sbaglio in prima serata. Poi mai più. C'erano troppe donne, anziani e bambini lì in mezzo.
Non c'è molto da commentare.
Su Youtube, per gli stomaci forti, c'è molto di peggio.
09 luglio 2007
Lettera A
26 giugno 2007
Bugie
Credo ci siano musiche che ascoltiamo per esorcizzare l'idea che là fuori ci possano davvero essere situazioni così.
Le guardiamo attraverso lo schermo di una fruizione estetica, nella tranquillità della nostra dimensione personale, e così facendo, diventa quasi accettabile sapere che il mondo e le persone talvolta possono essere torbide e spregevoli.
In questo video però, oltre a quanto sopra, si insinua anche il sottile dubbio che si possa essere così anche noi, ogni tanto, poco poco naturalmente... ;-)
Il video (regia di Anton Corbijn) è qui sotto, dopo il testo. E' stato candidato all'MTV Award 1994 e nonostante ciò è un pugno nello stomaco.
Liar (H. Rollins)
(Rollins Band, Weight, 1994)
in darkness and seclusion... yeah, I know
you've been out there and tried to mix with those animals
and it just left you full of humiliated confusion
so you stagger back home and wait for nothing
but the solitary refinement of your room spits you back onto the streets
and now you're desperate and in need of human contact
and then you meet me and your whole world changes
because everything I say is everything you've ever wanted to hear
so you drop all you defenses, and you drop all your fears and you trust me
completely, I'm perfect in every way
'cause I make you feel so strong and so powerful inside
you feel so lucky
but your ego obscures reality that you never bothered to
wonder why things are going so well
you want to know why?
'cause I'm a liar, yeah, I'm a liar
I'll tear (rip) your mind up, I'll burn your soul
I'll turn you into me, I'll turn you into me
'cause I'm a liar, a liar, a liar, a liar...
I'll hide behind a smile and understanding eyes
and I'll tell you things that you already know so you can say:
I really identify with you, so much
and all the time that you're needing me is just the time
that I'm bleeding you, don't you get it yet?
I'll come to you like an affliction then I'll leave you like an addiction
you'll never forget me... you wanna know why?
'cause I'm a liar, yeah, I'm a liar
I'll tear (rip) your mind up, I'll burn your soul
I'll turn you into me, I'll turn you into me
'cause I'm a liar, a liar, a liar, a liar...
I don't know why I feel the need to lie and cause you so much pain
maybe it's something inside, maybe it's something I can't explain
'cause all I do is mess you up and lie to you
I'm a liar, ooh, I'm a liar
but if you'll give me another chance I swear I'll never lie to you again
'cause now I see the destructive power of a lie,
they're stronger than truth
I can't believe I ever hurt you, I swear I will never lie to you again
please, just give me more chance, I'll never lie to you again, no,
I swear, I will never tell a lie, I will never tell a lie, no, no
Ha Ha Ha Ha Ha Ha Ha Ha Ha! Sucker! Sucker! Sucker!
I am a liar, yeah, I am a liar, yeah, I am a liar
I lie you, I feel good, I am a liar, yeah
I lie I lie I lie I lie ooh, I lie, yeah, I lie
I'm a liar, I lie, I like it, I feel good, I like it, and again
I like it again and I'll keep lying, I'll promise.






