30 luglio 2007

Under the Moonlight, the serious Moonlight

Venerdì sera, con gli amici di sempre, in un locale sul mare - i 7 Nasi di Genova - si è parlato di musica e di molto altro, ripetibile e no.
Presi dalla conversazione intensa, non abbiamo ovviamente fatto molto caso a ciò che avevamo dietro, ma per fortuna uno di noi è stato attento e la foto ne è il risultato.
Con uno spettacolo così non poteva che essere una serata più che riuscita.
No Caraibi; Genova-Quinto.

foto © Marco "il Barba" Murdolo

22 luglio 2007

Il pensiero è triste?


Linko volentieri questo post di Franco, il mio amico-consigliere-libraio di assoluta fiducia, che mi ha suggerito il libro di George Steiner “Dieci (possibili) ragioni della tristezza del pensiero” (Garzanti, 2007).

Il libro è stimolante e passa in rassegna i motivi per cui il nostro pensiero non può che essere ragionevolmente “triste”.

Saperlo, può aiutare – forse - a farsene una ragione.

Da parte mia, noto che l’autore – di certo volontariamente – non sfiora la dimensione opposta alla tristezza, che pure è uno stato assolutamente fondamentale e trainante per l’uomo: la pur fuggente felicità e la di essa ricerca.



La possibilità che io in questo momento sia ragionevolmente "felice" - con la vista del verde della campagna piemontese dall’alto della collina, alcune ore da poter dedicare a me stesso e alla scrittura, la coscienza di aver speso una settimana lavorativa utile - non è neanche presa in considerazione dall’autore.

Egli sa bene che il mio realismo critico - come un ronzio di sottofondo - mi fa volare basso.

Mio padre lavorava in campo neurologico e sosteneva che i veri depressi sono i soli che vedono il mondo come realmente è, ed è questo che li spinge al suicidio.
Siamo noi uomini “sani” che per un miracoloso meccanismo di enzimi e sinapsi cerebrali produciamo le motivazioni che ci mandano avanti ogni giorno e che rendono l’essere umano così ambizioso e vitale rispetto alle altre (molto più pigre e concrete) specie animali.
Sono in pratica i meccanismi chimici del cervello a dare la carica. Capaci di spingerci avanti, facendoci balenare la prospettiva delle gratificazioni e “felicità” che continuamente cerchiamo a breve o lungo termine.
Non a caso i veri depressi si curano stimolando farmacologicamente i meccanismi chimici cerebrali, per riattivare la “voglia di vivere”.

La felicità di fronte a questo meraviglioso paesaggio verde piemontese sarebbe dunque un’illusione perché a voler vedere la cruda realtà tutto questo bel verde appassirà e questi muri a secco si sbricioleranno, questo PC finirà smembrato in qualche discarica in Pakistan, così come la mosca qui accanto presto perirà. Morirà per riprodursi è vero, ma per morire ancora migliaia di volte attraverso la decomposizione per i viventi e il deterioramento per la materia.
E
tutta questa fatica finirà (almeno per la Terra) con l’esplosione di qualche supernova chissà quando.

La mia felicità sarebbe un’illusione perché nel pullulare di sentimenti che si agita laggiù nella verde pianura piemontese tra migliaia di persone ci sarà forse il fuggevole amore degli amanti ed il sorriso disinteressato di un bambino, ma c’è soprattutto la corsa al possesso, l’invidia, il rancore, la povertà, l’idiozia, la malattia, la solitudine, la corsa spietata per la sopravvivenza. E basta spostarsi di 1500 km per assistere a ben più crudeli lotte per la sopravvivenza.

Di fronte a tutto ciò siamo, per fortuna, uomini. Ed esserlo significa per me, credo, trovare l’equilibrio tra l’ineluttabilità di come va il mondo ed il raggiungimento dei “piccoli” ma onorevoli obiettivi che ci siamo dati, sfruttando in modo intelligente il naturale entusiasmo forse illusorio che è stato dato all’umanità.

E questo non è un pensiero triste.


21 luglio 2007

Ricordare

Questo è il servizio Tv che mi colpì più di tutti quella sera del 21 luglio 2001. Il luogo è Corso Italia altezza Punta Vagno, la passeggiata a mare dei genovesi.

Il TG1 lo trasmise per sbaglio in prima serata. Poi mai più. C'erano troppe donne, anziani e bambini lì in mezzo.

Non c'è molto da commentare.



Su Youtube, per gli stomaci forti, c'è molto di peggio.

09 luglio 2007

Lettera A















Avevo preparato un gustoso post sugli Abba, i quali da qualche giorno capeggiano con qualche sorpresa l'ordine alfabetico della mia Playlist per Artista sull'iPod.

Poi mi sono accorto che, dato il momento, non era il caso.

Sarà per un'altra volta, forse.

26 giugno 2007

Bugie

Questo vecchio video (1994) della Rollins Band linkato in fondo al post mi ronza intorno da qualche settimana.

Credo ci siano musiche che ascoltiamo per esorcizzare l'idea che là fuori ci possano davvero essere situazioni così.
Le guardiamo attraverso lo schermo di una fruizione estetica, nella tranquillità della nostra dimensione personale, e così facendo, diventa quasi accettabile sapere che il mondo e le persone talvolta possono essere torbide e spregevoli.

In questo video però, oltre a quanto sopra, si insinua anche il sottile dubbio che si possa essere così anche noi, ogni tanto, poco poco naturalmente... ;-)

Il video (regia di Anton Corbijn) è qui sotto, dopo il testo. E' stato candidato all'MTV Award 1994 e nonostante ciò è un pugno nello stomaco.

Liar (H. Rollins)
(Rollins Band, Weight, 1994)

You think you're going to live your life alone
in darkness and seclusion... yeah, I know
you've been out there and tried to mix with those animals
and it just left you full of humiliated confusion
so you stagger back home and wait for nothing
but the solitary refinement of your room spits you back onto the streets
and now you're desperate and in need of human contact
and then you meet me and your whole world changes
because everything I say is everything you've ever wanted to hear
so you drop all you defenses, and you drop all your fears and you trust me
completely, I'm perfect in every way
'cause I make you feel so strong and so powerful inside
you feel so lucky
but your ego obscures reality that you never bothered to
wonder why things are going so well
you want to know why?

'cause I'm a liar, yeah, I'm a liar
I'll tear (rip) your mind up, I'll burn your soul
I'll turn you into me, I'll turn you into me
'cause I'm a liar, a liar, a liar, a liar...

I'll hide behind a smile and understanding eyes
and I'll tell you things that you already know so you can say:
I really identify with you, so much
and all the time that you're needing me is just the time
that I'm bleeding you, don't you get it yet?
I'll come to you like an affliction then I'll leave you like an addiction
you'll never forget me... you wanna know why?

'cause I'm a liar, yeah, I'm a liar
I'll tear (rip) your mind up, I'll burn your soul
I'll turn you into me, I'll turn you into me
'cause I'm a liar, a liar, a liar, a liar...

I don't know why I feel the need to lie and cause you so much pain
maybe it's something inside, maybe it's something I can't explain
'cause all I do is mess you up and lie to you
I'm a liar, ooh, I'm a liar
but if you'll give me another chance I swear I'll never lie to you again
'cause now I see the destructive power of a lie,
they're stronger than truth
I can't believe I ever hurt you, I swear I will never lie to you again
please, just give me more chance, I'll never lie to you again, no,
I swear, I will never tell a lie, I will never tell a lie, no, no

Ha Ha Ha Ha Ha Ha Ha Ha Ha! Sucker! Sucker! Sucker!

I am a liar, yeah, I am a liar, yeah, I am a liar
I lie you, I feel good, I am a liar, yeah
I lie I lie I lie I lie ooh, I lie, yeah, I lie
I'm a liar, I lie, I like it, I feel good, I like it, and again
I like it again and I'll keep lying, I'll promise.


21 giugno 2007

Miseria humana


Marzo 2006 - Lo stato delle cose

**



Agosto 2006 - Cose che fanno bene

**




Giugno 2007 - Miseria humana



17 giugno 2007

Antenati illustri di lomo?


© Marcel Duchamp, Nude descending a staircase No.2, 1912

Le foto scattate con la tecnica lomografica, foto in movimento, simili a fotogrammi appunto, fanno pensare a quei meravigliosi esperimenti figurativi messi in pratica dai Futuristi o da Marcel Duchamp negli Anni Dieci. Laddove arti "statiche" come la pittura (vedi sopra o qui) e la scultura (qui) volevano dare il senso del movimento in senso cinematografico, allora sinonimo di "modernità".

14 giugno 2007

Lomo

L’amico Giovanni Caviezel, da oggi qui linkato, mi ha raccontato della Lomografia, una delle molte espressioni artistiche da lui praticate.

E' un fenomento di cui si parla già da qualche anno in Italia, ma si sa, io sono lento.

Nata nel 1992 a Praga dall’idea di due giovani viennesi che hanno scoperto le qualità di una vecchia macchina fotografica sovietica comprata su una bancarella, la lomografia è un tipo di fotografia istantanea, praticata in qualunque luogo e senza pensare troppo al soggetto. Una fotografia d’istinto, in cui la velocità di ripresa è più importante della qualità fotografica, dove la qualità estetica delle foto non è basata sui parametri tradizionali, ma sulla combinazione spesso casuale di colore, movimento, inquadratura e soggetto, a volte sviluppata su più fotogrammi ripresi a pochi istanti di distanza.

In realtà, la vera lomografia richiederebbe l’uso esclusivo di uno specifico modello di macchina fotografica, la Lomo (vedi foto qui sopra), che grazie ad alcune peculiari caratteristiche costruttive, permette di ottenere colori molto brillanti anche in condizioni di luce difficili.

Il fenomeno è già preda di un’abile operazione di marketing. Il sito ufficiale dedicato alla lomografia, che pure spiega con dovizia di particolari l’estetica del movimento, tenta in realtà di venderti il nuovo modello di Lomo, ricostruita identica all’originale degli Anni Ottanta.
Onore al merito a chi nel 2007 riesce a vendere un obsoleto oggetto del realismo socialista sovietico.

Tuttavia il concetto dello scattare per cogliere l’attimo casuale è un’idea che mi affascina e mi accompagna da tempo e in più, detto tra noi, può essere realizzato anche con qualsiasi altra macchina fotografica, digitale o non, lavorando un pò sulla saturazione e sui tempi di posa.

Qui qualche pallido esempio sul mio spazio flickr.

Carta da parati


Mi piace la carta da parati.
Ancora di più se è Anni Settanta.
http://www.cartadaparatideglianni70.com/