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06 giugno 2011

Zimbello low cost

La recente campagna promozionale di Ryanair, che si direbbe una leggenda metropolitana ma che è invece vera (leggi qui), ha qualcosa di emblematico nel mostrare quanto i media possano ritorcersi contro chi ne abusa.

Pane per gli avvocati del cav, ma anche dimostrazione di quanto si casca in basso in quanto a credibilità delle istituzioni.

Tags tra gli altri: Homo politicus, Merci, Pekoreccio e ovviamente Viaggi.

17 ottobre 2009

Baseball zebrato a Milano


Poesiole mattutine

Bada bene, caro
stamattina non ne ho molta
di pazienza.
E la mazza da baseball è ben nascosta sotto il giaccone.
Quando, come sempre, passi sfiorandomi
settanta all'ora sulle strisce pedonali
non ti farà piacere sentirne il clangore contro la portiera destra del
SUV
tuo bolide nero milanese del cazzo.

***

Cinque chili di mattoni
già dentro alla mia ventiquattrore.
Per cascare accidentalmente sul tuo cofano luccicante,
quando cellulardotato ringhioso rombante sorpassi sulla destra il tram fermo
bambini zaini mamme scendere alla fermata della scuola.

***

Aerodinamica mamma plastificata, mi spieghi
ma verso chi
ma verso dove
per cosa
devi correre per attraversare con il rosso
il controviale fiume impetuoso d'auto
e la carrozzina piena del tuo bambino?

01 ottobre 2009

La vittoria per la vita - Win for life

Non ci si illuda. Qui non si fa riferimento allo studio scientifico su qualche nuovo farmaco benefico.

L'Italia democristiana del boom e del post-boom Anni Sessanta e Settanta otteneva il consenso cercando di offrire a tutti un posto di lavoro nella amministrazione pubblica.
Generazioni di giovani italiani sono cresciuti, nel bene e nel male, con il miraggio realizzabile di vivere una tranquilla esistenza lavorativa, più o meno nascosti dietro il banco di qualche ufficio postale o comunale e con un dignitoso stipendio garantito a vita.

Lo Stato di oggi, liberista e intraprendente, ma a corto di fondi e di idee, cambia strategia.

Lo Stato vi offre ancora un dignitoso stipendio garantito a vita.

MA SOLO SE AVETE UN GRAN CULO.


Questa la "filosofia" con cui Sisal (concessionario dello Stato per la gestione di giochi) ha lanciato il nuovo concorso Win for life, che offre ai vincitori non più un unico monte premi, bensì un premio rateizzato in tranche di 4000€ mensili per ventanni.

Non c'è più lavoro? Non c'è più stipendio?

Vabbé, consolatevi, potete sempre comprarvi il miraggio dello stipendio.

12 settembre 2009

Panem et circenses

Episodio di metà agosto.

Mattina ore nove. Mi arrampico sul piccolo villaggio greco che guarda il mare dalla montagne, per comprare il pane prodotto dall’ultimo forno a legna della regione.

L’anziano panettiere sessantacinquenne mi chiede che lingua parlo, esausto del mio vano gesticolare per descrivere del pane integrale.

“Inglese, Italiano…”

Alla parola “italiano” si illumina e comincia a ridere sguaiatamente, urlando a tutti i clienti in coda dietro di me: “Italianoooo, Berluscooooniii… Ragazza, belle, giovane… Grande Presidente Itaaalia… Presidente Europaaaa….”

Lo urla ammiccando furbetto al vegliardo grosso e ciccione vicino al banco, che mi si avvicina anche lui tutto eccitato, mi guarda negli occhi e, mimando il gesto inequivocabile dell’ombrello, mi fa, complice: “Berluscooooooni…. Cazzo duro…!!! (espressione che, non so perché, tutti i greci conoscono)”.

Il penettiere incalza: “Berluscoooni, Italiaano, maaffia, Presidente Europaaa… Elisabetta Queen (mimando una inequivocabile pecorina)… tutte donne Europa… (pecorina di nuovo)”

A quel punto non posso che fare l’ironico “Eh sì, vabbé, why not president of the world and Universe…”

“Sììììììììì…. Presidente Mondo, tutte donne belle fotti!!!”

Tento un ultimo timido “Yes… but Viagra…”

“Viaaagra… (sempre più forte) Berluscooooooooooooni! Presideeeeeeeeeente!”.

Dimenticavo di parlare ad un vispo ultra sessantenne…

La scena è penosa. La coda dietro di me è ormai lunga. Tutti gli uomini ghignano, le signore sorridono timidamente chinando il capo, non so se vergognandosi di me o dei loro uomini.Sorrido, abbozzo, sogghigno anche io (cliché dell’italiano macho da difendere), faccio il simpatico, pago e me ne vado.

Un tempo eravamo famosi all’estero solo per Paolo Rossi e Roberto Schillaci. Celebrità pallonare a cadenza quadriennale. Oggi abbiamo altre celebrità.

Pensavo di aver capito cosa dicono i commentatori quando sostengono che Berlusconi, come un imperatore romano, mantiene il potere offrendo alla gente panem et circenses, il minimo che serve a vivere dignitosamente unito allo svago e al divertimento delle sue TV.

Invece è più semplice: con lui a capo del governo, mentre vai a comprare il pane ti capitano queste penose scene da circo.

03 marzo 2009

I cultori dionisiaci della musica ritmica


Ieri sera ripetevo con mio figlio dal libro di storia. La nascita di Atene: Draconte, Solone, Ipparco, Clìstene.
Quanti ricordi e soprattutto quanti personaggi ed eventi che non ricordavo affatto...

Poi l'occhio mi cade su un riquadro giallo, di quelli che servono per approfondire un concetto o per definire un termine particolare, in questo caso quello dei misteri dionisiaci:

"Si credeva che l'eccitamento derivante dal vino o da una qualsiasi forma di esaltazione collettiva preparasse i fedeli ad accogliere l'ispirazione divina. Ancora oggi, del resto, alcuni cultori di musica ritmica cercano nella droga e nel contatto tendenzialmente orgiastico col pubblico la liberazione della fantasia e l'agile felicità dell'improvvisazione (anche se poi, in realtà, ottengono solo il risultato di rimbecillire)."
A. Camera - R. Fiabetti, Corso di Storia Antica e Medievale, II edizione, Zanichelli, 1992, 1997, pag. 133.

Mi pare splendido essere definito un "cultore di musica ritmica" e invidio tutti coloro che amano la musica non ritmica perché chissà quale inesistente ed extramondana musica ascoltano.
Mi dispiace anche essermi perso tutte (dico tutte) le orgie a cui avrei potuto partecipare e che invece mi sono sfuggite.
All'"agile felicità dell'improvvisazione" (termine a mio avviso involontariamente sublime) ho invece sempre aspirato e la musica mi ci ha quasi sempre condotto, per fortuna.
Per il rimbecillito, a quarantasei anni posso dire che hanno perfettamente ragione.

Certo è che con tutto l'affetto che posso avere per il Camera-Fabietti (che secondo i revisionisti di destra è un libro "di parte", che ha "plagiato generazioni di italiani" e al quale sono quindi riconoscente), questo incredibile paragrafetto potevano risparmiarselo.

Però rido e penso a quella meravigliosa battuta di Andrea Pazienza, raffigurante una mamma dagli occhi strabuzzati e urlante:
"Oh cielo! Mio figlio si fa le mele!!!!"

18 gennaio 2009

Mode e adolescenti

Parlando a tavola a proposito della velocità e varietà con cui si avvicendano le mode:

Il piccolo, ridendo: "Eh, pensate quando sarà di moda essere degli sfigati!"
Il grande, rapido: "Allora finalmente sarai alla moda tu."

What (fucking) else


Diciamocelo.

Il vincitore commerciale della passate feste non è la Nintendo Wii, come forse ci si sarebbe potuto aspettare visitando un qualsiasi centro commerciale nei giorni prenatalizi (l’ho comprata per i figli e ora mi ci sto felicemente consumando occhi e muscoli) ma, complice George Clooney, la famigerata macchinetta per il caffè Nespresso.


Ne uccide più l'icona di Hollywood che la spada.


Passando nei giorni prima di Capodanno per il centro di Nizza si osservava una lunga coda che usciva da un negozio dalla apparenza più simile ad una gioielleria che a uno spaccio di caffè, a partire dall’insegna a caratteri dorati su fondo nero.

Incurosito da tale affollarsi di signore in pelliccia, distinti signori in paltò, intere famiglie con passeggini e austeri nonnetti cerco di capire che nesso ciò possa avere con il caffè e il mio istinto cinico-sociologico mi dice di introdurmi nel locale.

Due stewards mi chiedono subito se voglio un caffè, ma l’ho appena preso e devo sedare il mio istinto genovese. E poi dà fastidio quando in un negozio ti assalgono subito all’arma bianca.


All’interno, in esposizione, almeno dieci modelli dall’aspetto tondo e ciccio, come delle Bugatti dai colori eleganti e seriosi (design Pininfarina?) o come la nuova 500 (solo che in questo caso di veri e non metaforici macinini si tratta).

I signori di prima si accalcano per toccare manopole, accarezzare rotondità e luccichii di acciaio anodizzato. Prezzo, da 149 euro in su, fino a 1500.


T’ho venduto l’hardware, mo’ beccati er software


Lo spettacolo notevole è però il banco delle cialde (pardon "capsule", pardon cru).

Qui i marpioni del marketing hanno inventato l’ennesimo gancio redditizio. Facendo leva sulla bevanda più amata dagli Italiani, sulla loro eterna rincorsa al “voglio ma non posso”, sul loro ipotetico "innato" senso estetico (?), sul loro luccicante amore bovino per la Ferrari “che vince sempre”, hanno ideato una serie di cialde al cui solo sguardo anche un manovale della camorra si sente un raffinato stilista, confezionate con una cura e “eleganza” da farli sembrare serie numerate di gioielli, adatti a posare accanto al nuovo Blackberry cromato e alla sinuosa depuratrice che rende più potabile l’acqua già potabile.


Gigantografie alle pareti immartalano le cialde quasi fossero trousse di Lancome. Tinte metallizzate che richiamano ai colori della auto più prestigiose per rappresentare essenze rare come il Sandona colombiano, il Goroka di Papua o lo Yunnan cinese, di cui certo sentivamo la mancanza.

Peccato che abbiano nomi imprbabili come "Livanto", "Volluto", "Cosi" (senza accento) o "Finezzo" quasi che sian state battezzate da un commesso viaggiatore lituano tornato da un week-end a Rimini.


Avvenenti commesse si prodigano a far assaggiare o annusare le essenze più originali. Coppie litigano su quale modello starà meglio in esposizione in soggiorno e quale color di cru meglio si addice alla tappezzeria.

Perché il macinino e il portacialde sono così belli che devono stare in salotto accanto al plasma 60 pollici.


La sublime esperienza


E' quanto ti vendono.

Tanto di cappello ai signori del marketing e ai loro compari pubblicitari senzaddio.


Quando cominciò a diffondersi il "telefonino", da triste intellettualoide di sinistra gridai alla perdita comunicativa, alla definitiva fine della dialettica tra esseri umani che si guardano negli occhi.

Non mi sbagliavo nella sostanza, ma nella forma eccome se mi sbagliavo. Ora in famiglia abbiamo 5 cellullari e se non ce l’hai sei un genitore irresponsabile, oltre che inibito al lavoro.


Ora ho imparato e so per certo che Nespresso è il prossimo elettrodomestico che invaderà le case degli europei. Anche francesi e inglesi abbandoneranno le brodaglie nere e si convertiranno al succedaneo modaiolo del caffè espresso.

E fra cinque anni non averla sarà come non avere il frigo, che agli inzi del secolo veniva messo in salotto come oggetto di prestigio. Roba da sfigati.


E prima che il cielo ci caschi definitivamente sulla testa - saggio Asterix - non voglio passare più per sfigato!


"La nostra visione è (...) diventare l’icona del Caffè Perfetto a livello mondiale"
Dal sito istituzionale della Nestlé Nespresso S.A.

10 gennaio 2009

buon anno

"Di una sola cosa i prodi Galli avevano timore. Che il cielo potesse cadergli sulla testa"
(Goscinny-Uderzo, Asterix)

Da piccolo mi faceva molto ridere l'assurda superstizione di Asterix & co.
In questo 2009, mi fa un po' meno ridere.

11 novembre 2008

Paternità politically incorrect

Dialogo sms tra due padri acculturati, di sinistra, un po' stanchi e affranti:

" Tempi postmoderni. Con mio figlio la comunicazione migliore è via sms. A parole invece subito litigi e urla".

"Con il mio grande solo vaffa: a voce, telefono, sms. Sob".


"No way? Beat on the brat!"

"Si! With the baseball bat!! E aff... Galimberti e i Baustelle!"


(se non non fosse chiaro a tutti, è un dialogo ironico).

03 novembre 2008

Everyone has their price

Il cinico impersona il cinico e fa la figura del pirla (però più ricco).


24 ottobre 2008

Basic instinct


Fermata capolinea metro Linea Gialla, Milano.
Campagna "Progetto Integrazione" del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Raramente si offre da vedere una tale grossolana discriminazione e ignoranza.
Promuovere ciò che dovrebbe essere ed è ovvio, dimostrando solo che chi promuove la pensa diversamente, facendo leva su un regionalismo imbarazzante, primitivo, e su una gerarchia sociale offensiva.
Stia tranquilla Signora Brambilla, "essi" non mordono, anzi, in fondo possono tornarLe pure utili.

Intanto, tre metri sopra, in strada, camionetta dei soldati e auto della polizia pattugliano un quartiere abitato da "pericolosissimi" extra-comunitari.

Che abbia ragione il mio collega: come nei giochi di quando eravamo bambini: "ormai vale tutto".

Basic Instinct (2)


Perché cosa avevate pensato fosse qui a fare?

22 settembre 2008

Culturivori

Torno a viaggiare regolarmente con la metro milanese.
Sperimentiamo un po' di podcast. Non si può vivere solo di morningplaylist.

Tra tutti i podcast a portata di mano provo questo di Salvatore Natoli sulla filosofia. Non lo conosco. Anche se ho sentito parlare di neopaganesimo, mi sembra il meno peggio tra un Grillo o un Travaglio (non sopporto chi urla alla mattina), un RadioDj, un Fiorello (non sopporto e basta).

Filosofia in pillole di otto minuti... fa abbasanza ridere no?

Però il filosofo già nei primi otto minuti mi dà una chiave di lettura: come si spiega questa dilagante fame di convegni sulla poesia, sulla letteratura, sulla filosofia che animano le nostre città in questi anni?
Si spiega perché viviamo in un mondo dove il consumo domina tutto.
E il consumo non ha un senso.
Per questo le persone dotate di una qualche curiosità cercano questo senso, e alcune lo cercano nella cultura, laddove la religione da tempo non lo fornisce più.

Con ciò diventano a loro volta consumatori. Consumatori di cultura. Un consumo caratterizzato da una ricerca di senso.

Esco della metro, un po' perplesso, con le mia cuffie in testa, mi sento consumatore di cultura. Senza molto più senso di prima però.
Ritenterò.

07 settembre 2008

Autovettura Medicale in Servizo Sociale

Ma chi ha bisogno del servizio sociale? Il paziente, l'auto o il nostro welfare state?

02 settembre 2008

Pedocandidato


Tratto da "Mille e uno metodi per perdere le elezioni".

26 agosto 2008

Bei tipetti

Il bel tipetto, dotato di quattro preclare qualità quali essere contemporaneamente smidollato, mantenuto, cinico e sfrontato, la storia ci insegna che verrà tuttavia tradito dall'uso catastrofico delle virgole.
Perché è noto che il diavolo sta nei dettagli.

25 agosto 2008

Le vie di una città

Non potrebbe essere un’idea per una città migliore nominare le vie con ciò che lì viene prodotto e mercanteggiato, come nelle antiche vie genovesi di cui al post precedente?

Ciò ci risparmierebbe in futuro tra l’altro Vico Fiorello, Via Gianni Versace, Piazza Giuseppe Grillo detto “Beppe”, Viale Giulio Andreotti, Largo del Cavaliere poi Presidente eccetera.

Come chiamarle allora? Viale della Mission, Vicolo del Budget Plan, Piazza del Subprime, Via della Filiera (No la filiera no!), Viale del Cacciatore di Teste?

Meglio di no, grazie.
Suona pure come un’idea da diessini.

E comunque diciamocelo, in nome delle Fragole, dello Zucchero e del “Cioccolatte” di nefandezze nel mondo ne sono state commesse almeno altrettante.

19 agosto 2008

"Voglio tutto" o del collezionismo in edicola

Uno dei miei divertimenti estivi è immaginare cosa ci proporranno quest’estate le edizioni collezionabili in edicola.

Intorno a Ferragosto, complice il desiderio di molti di dedicare maggior spazio alle proprie passioni (eterna illusione accanto ai buoni propositi di fine anno) la pubblicità si scatena proponendo collezioni di ogni tipo e gusto.

Quest'anno vedo Fabbri e De Agostini un po’ in affanno (De Agostini propone la stantìa Famiglia Addams..). Hachette conduce il segmento medio alto, mentre Hobby & Work domina con Peruzzo e Del Prado il segmento popular-trash, quello che da sempre offre le sorprese più spassose.

La più raccapricciante ma al contempo più ovvia nell'Itaglia dei Santi e degli Eroi è la raccolta di Santi e santini della Hachette. Star della serie è ovviamente Padre Pio, di cui con il primo numero viene regalata un'icona...
Poter scoprire se esiste Sant’Arimondi mi sembra una prospettiva entusiasmante. Chissà che santino regalano.

Niente male il modellino telecomandato Nautilus da costruire, per “poter finalmente esplorare sott’acqua”. Peccato che, quando e se lo finisci, sarà gennaio inoltrato e potrai quindi esplorare solo i peli nella vasca da bagno.

Sempre di argomento esplorativo, la serie più sfigata in assoluto mi pare però la serie completa dei libri di Jules Verne rilegati in gran lusso e in custodia cartonata, ovvero l’illusione di far sentire dei veri bibliofili tutti i poveretti che hanno letto due libri in vita loro (di cui uno è Il giro del mondo in ottanta giorni e l’altro è la versione ridotta per bambini dei Promessi Sposi).

La serie dei richiami per uccelli era uscita in Francia due anni fa. Mi figlio ex-birdwatcher ha chiosato con un laconico: “sfigati”.

La serie delle perline colorate non lascia spazio ai commenti a meno che non abbiate figlie femmine. Così come l’ennesima storia del Terzo Reich per tutti i (sempre più numerosi) nostalgici travestiti da storici.

La Gazzetta dello Sport vende scacchi in vero marmo. L’unico utilizzo che riesco a immaginare potrebbero farne i lettori di quel giornale sarebbe scagliarli contro la tifoseria avversaria allo stadio.

La collezione dei coltellini di Hobby & Work ha mietuto una vittima in casa mia perché il piccolo, da bravo undicenne, ama tutte le armi, comprese quelle da taglio. Ovviamente ha già mezzo affettato un dito al grande in una rissa. Aspettate che il terzo numero costi Euro 7,90 e gli faccio passare la passione.

Anche io sono caduto più volte nella trappola naturalmente. L’ultima fu una collezione di CD completa dei brani che vinsero Sanremo della Armando Curcio. Raccolta divertente, utile e istruttiva, davvero, ma credo la comprammo in tre. La Curcio è fallita poco dopo.

Mi diverte sempre fantasticare sugli orrori del “marketing” e trovo strabiliante la capacità che hanno queste serie di solleticare il desiderio di possedere “il tutto” da parte di noi poveri umani. Per fortuna non so vendere uno spillo, perché mi sarebbe piaciuto sperimentare tecniche di vendita malandrine. Che so, la raccolta di home video con tutte gli atti di sadismo di alunni nei confronti degli insegnanti tratti da YouTube, la fedele riproduzione fotosatica dei mini assegni che spopolavano a fine anni Settanta quando non c’erano più spiccioli, la raccolta video di tutte le risse più spassose in Camera e Senato dalla Costituente ad oggi, una raccolta di fedeli riproduzioni in formato reale di telefonini vintage 1996-2000, una serie che duri 3712 settimane intolata “costruisci il tuo relitto di Ustica e trova la tua soluzione”…

13 luglio 2008

Visa vs. Palanche

Milano-Genova. Uscita barriera di Ge-Sampierdarena.

Cento auto in coda al casello "Pagamento in contanti".
Una sola auto, la mia (che vivo a Milano) al casello per carta di credito.

Genova-Milano. Uscita Milano. Barriera di Bereguardo.
Seicento auto in coda al Viacard.
Tre auto tre al pagamento in contanti.

Belin, che la carta di credito costa.

Come amo i genovesi e come amo ridere dei luoghi comuni.